Violenze contro l’arbitro Di Bello, la lettera della moglie

«Un accanimento mediatico e sociale senza precedenti»: così la donna, Carla Faggiano, in difesa del marito Marco Di Bello

Rispetto alle difficoltà di mantenere la calma e l’educazione, è un compito arduo, ma necessario. Mantenere l’equilibrio e la serenità in mezzo a questa tempesta di odio è tutt’altro che semplice, ma è imperativo per evitare di esserne sopraffatti. Eviterò di discutere di arbitraggio e di calcio, poiché lo sport dovrebbe rappresentare valori positivi e non essere contaminato da odio e violenza. Purtroppo, negli ultimi due giorni e probabilmente nei prossimi, il marito, l’arbitro Marco Di Bello, è stato oggetto delle peggiori offese e ostilità, un fenomeno inaudito.

Questo è solo un estratto di una lettera aperta scritta da Carla Faggiano, la moglie di Marco Di Bello, che ha suscitato polemiche dopo l’incontro tra Lazio e Milan. La direzione di Di Bello è stata contestata da società e tifosi laziali, con dure parole anche da parte del presidente della Lazio, Claudio Lotito. La lettera di Faggiano denuncia un’accanimento mediatico e sociale senza precedenti, sottolineando la contraddizione tra la condanna della violenza e gli attacchi subiti dal marito.

Carla Faggiano cerca di mettere in risalto che il suo intento non è difendere Marco, in quanto capace di farlo da solo, ma di stare al suo fianco per alleviare il peso emotivo che sta affrontando. La lettera è un richiamo al fatto che dietro la divisa, fuori dal campo e lontano dalle telecamere, c’è un essere umano. Sottolinea i sacrifici, l’impegno, la dedizione, le rinunce, i sogni, i successi e le sconfitte che caratterizzano la vita di Marco Di Bello. Concludendo, la lettera ribadisce la presenza della forza e della dignità di Di Bello, aspetti che nulla e nessuno potrà mai cancellare.