Coldiretti. Il clima sconvolge la natura -60% di produzione di miele

La Puglia sta affrontando una grave crisi nel settore apistico, con una drastica riduzione del 60% nella raccolta di miele

La Puglia sta affrontando una grave crisi nel settore apistico, con una drastica riduzione del 60% nella raccolta di miele, a causa di una serie di eventi climatici estremi che stanno colpendo la regione. La siccità, il caldo persistente, le temperature fuoristagione, le piogge torrenziali e altri eventi climatici instabili hanno contribuito a una delle raccolte più scarse degli ultimi dieci anni, segnando il decennio con una serie di condizioni avverse attribuite alla progressiva tropicalizzazione del clima.

Coldiretti Puglia ha riferito che la mancanza di piogge ha consentito alle api di effettuare voli regolari per la raccolta, ma le alte temperature e la fioritura anticipata hanno costretto gli apicoltori a muoversi verso le aree collinari prima del previsto, portando con sé razioni di soccorso e acqua per gli alveari. Le ondate di calore, soprattutto in luglio, hanno ulteriormente compromesso i raccolti estivi, mettendo a rischio varietà di miele monoflora come l’acacia e l’arancio, che sono caratterizzate dalla biodiversità e apprezzate a livello internazionale.

Attualmente, in Puglia ci sono 1070 aziende apistiche che gestiscono 32.000 alveari e 13.000 sciami, producendo diversi tipi di miele, come quello alle mandorle, agli agrumi, alle clementine, al rosmarino, al timo e molti altri. Tuttavia, la diminuzione dei raccolti e le difficoltà delle api rappresentano una seria minaccia per la biodiversità. Le api, sia domestiche che selvatiche, svolgono un ruolo cruciale nella riproduzione del 70% di tutte le specie vegetali, indicando lo stato di salute dell’ambiente e contribuendo all’impollinazione di colture alimentari fondamentali come mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni.

Coldiretti ha evidenziato che la situazione è ulteriormente complicata dalle importazioni straniere di miele, che nei primi sette mesi del 2023 hanno già raggiunto i 13,6 milioni di chili, superando di gran lunga la produzione nazionale dell’anno precedente. Per evitare l’acquisto di prodotti di bassa qualità provenienti dall’estero, si consiglia di verificare attentamente l’origine del miele sull’etichetta o di rivolgersi direttamente ai produttori locali, nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica.

Coldiretti ha sottolineato l’importanza dell’etichettatura di origine obbligatoria per il miele prodotto in Italia, riconoscibile dalla presenza della parola “Italia” sull’etichetta. Questa pratica è fondamentale per garantire la qualità e la provenienza del prodotto, preservando il patrimonio apistico nazionale. Attraverso l’acquisto diretto dal produttore locale, si può sostenere non solo la produzione di miele, ma anche il ruolo cruciale delle api nell’ecosistema e nell’agricoltura.